RESTIAMO A CASA MA EVITIAMO LA DISINFORMAZIONE

Il coronavirus non si combatte con la disinformazione e l’illecita diffusione di dati

L’illecita circolazione di dati

Negli ultimi giorni, in ragione degli eventi legati al coronavirus, si è assistito alla divulgazione tramite facebook e whatsapp di nominativi e dati sanitari di soggetti risultati positivi al virus o medici coinvolti nell’emergenza sanitaria.

È ora di ricordare che la circolazione di dati sanitari di persone coinvolte nell’emergenza è un illecito ai sensi del GDPR, oltre a costituire reato.

Le sanzioni del Garante

In passato il Garante per la privacy ha comminato sanzioni di 4000 euro ad un liceo per aver diffuso illecitamente informazioni dati sulla salute nelle graduatorie dei docenti.

In quell’occasione il Garante ha stabilito che la pubblicazione in chiaro sul web di dati personali non necessari rispetto ad una determinata finalità deve essere dichiarata illecita perché:

  • avvenuta in assenza di un presupposto normativo;
  • viola i principi di “liceità, correttezza e trasparenza”, di “minimizzazione dei dati” dettati dall’articolo 5 GDPR;
  • contrasta con il divieto di diffusione di dati relativi alla salute.

In questo caso, quindi, l’esigenza di tutelare la salute e individuale e collettiva non giustifica l’illecita diffusione di dati personali.

La raccolta e la diffusione di dati compete alle autorità preposte!

Sempre il Garante per la privacy, con comunicato del 2 marzo, ha sottolineato che la finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus va svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato.

Solo gli organi preposti a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica, come gli operatori sanitari e la protezione civile, possono raccogliere informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus ed ai recenti spostamenti degli individui al fine di elaborare delle strategie di tutela e formulare statistiche sull’epidemia.

Diffondiamo cultura e non disinformazione

La diffusione sui social media di nominativi di soggetti risultati positivi al virus, di soggetti posti in quarantena e di presunti malati, oltre a costituire un illecito non è un comportamento utile alla alla limitazione della circolazione del virus.

Quindi raccomandiamo a tutti gli utenti della rete di limitare la circolazione e l’invio di nominativi di presunti malati, personale medico a lavoro o sedicenti testimoni dell’epidemia.

Il coronavirus si può curare solo con la la corretta informazione e con l’adozione dei comportamenti prescritti dalle autorità preposte, non certo con la violazione della riservatezza altrui.

Restiamo a casa ma restiamo anche lucidi evitando di commettere illeciti inutili alla salvaguardia del diritto alla salute!