E-COMMERCE DI ALIMENTARI. REQUISITI, ADEMPIMENTI E REGOLE

In Italia l’e-commerce è cresciuto del +117% nel settore largo consumo.

Una delle categorie che ha contribuito di più alla crescita del settore è quella degli alimentari. Infatti, dati riportati dal Sole 24 ore, fanno emergere che il solo settore dell’enogastronomia ha riportato un incremento dei ricavi del 63% rispetto al 2019(Il Sole 24 Ore).

Creare e gestire un e-commerce nel settore alimentare è un’attività molto delicata che merita molta attenzione da parte del titolare del negozio elettronico.

QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI E OBBLIGHI PER AVVIARE UN E-COMMERCE DI PRODOTTI ALIMENTARI?

In un precedente articolo (https://coriglianoeporfido.com/tutti-pazzi-per-le-commerce/), abbiamo illustrato come l’avvio di un e-commerce rappresenti un’attività impegnativa tanto quanto l’avvio di un business tradizionale, necessitando il coinvolgimento di diverse figure professionali in grado di guidare la creazione di un progetto digitale efficace e conforme a legge.

In particolare, quanto agli aspetti legali, abbiamo chiarito che il d.lgs 70/2003 obbliga il titolare dell’e-commerce a stabilir alcune regole nel processo di vendita per poi spiegare in alcuni documenti:

  • i termini d’uso del sito web e servizio;
  • le condizioni generali di vendita a cui si sottoporranno gli acquirenti;
  • l’informativa sul trattamento dati personali relativa allo scambio di dati che avviene attraverso la vendita on-line.

QUALI REQUISITI DEVE AVERE UN E-COMMERCE DI PRODOTTI ALIMENTARI?

Oltre alle regole sintetizzate, gli e-commerce che propongono la vendita di beni alimentari devono rispettare alcune prescrizioni in più dettate da:

  • il Regolamento europeo 1169/2011/UE, che disciplina gli adempimenti finalizzati alla tutela del consumatore;
  • il d. Lgs. 114/1998 (Decreto Bersani), modificato dal d. Lgs. 59/2010, che impone requisiti morali e professionali per l’imprenditore digitale di beni di consumo.

Il rispetto di queste norme è richiesto a tutti gli imprenditori che intendano vendere on-line qualsiasi sostanza o prodotto, anche se trasformato, destinato ad essere ingerito dagli esseri umani.

Quindi, queste regole valgono per tutti gli e-commerce di:

  • cibo;
  • bevande;
  • acqua;
  • alcolici.

In particolare, la legge richiede che l’imprenditore titolare dell’e-commerce di beni alimentari possieda alcuni requisiti speciali:

a) REQUISITI MORALI

Non possono vendere alimenti online coloro che:

1.     sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

2.     sono stati condannati per delitto non colposo con una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni

3.     hanno riportato una condanna per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione

4.     sono stati condannati per reati contro l’igiene e la sanità pubblica

5.     hanno riportato due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali.

Il divieto di esercizio dell’attività commerciale dura per 5 anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata.

In caso di ditta individuale, società, associazioni i requisiti morali devono essere posseduti dal titolare o dal legale rappresentante.

b) REQUISITI PROFESSIONALI

Per aprire un e-commerce di alimenti e bevande, il titolare deve essere in possesso di almeno uno di questi requisiti professionali:

•      avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni;

•      aver lavorato per almeno due anni, negli ultimi cinque, presso un’attività di vendita o di produzione alimentare;

•      essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, in un corso di studi su materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti;

•      aver esercitato in proprio, per almeno due anni anche non continuativi nell’ultimo quinquennio, un’attività di vendita all’ingrosso o al dettaglio di prodotti alimentari o avervi lavorato come dipendente, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti.

CHE INFORMAZIONI DEVE RIPORTARE IL PRODOTTO ALIMENTARE VENDUTO ON-LINE?

Le norme che regolano il commercio elettronico e, in particolare, le norme che regolano la vendita on-line di prodotti alimentari sono finalizzate a garantire la creazione di un processo di vendita chiaro e trasparente in modo tale che il consumatore che intenda acquistare un prodotto alimentare tramite il web sia in grado di comprendere:

  • come acquistare il bene, attraverso una illustrazione delle regole del processo di vendita;
  • quali sono le caratteristiche del prodotto alimentare che vuole acquistare.

La legge impone infatti che ogni prodotto messo in vendita riporti in una apposita scheda prodotto:

  • la denominazione dell’alimento;
  • gli ingredienti, con la specifica quantità;
  • la presenza di allergeni;
  • le condizioni di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
  • per i prodotti trattati, indicazioni circa lo specifico trattamento che ha subito (ad esempio, se il prodotto è decongelato, surgelato, in polvere, etc.);
  • il paese d’origine dell’alimento;
  • il grado alcolico per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume;
  • la dichiarazione nutrizionale.

L’imprenditore deve prestare molta cura ed attenzione nel preparare la scheda prodotto poiché è direttamente responsabile delle informazioni dichiarate e per la qualità degli alimenti venduti.

I PRODOTTI ALIMENTARI ACQUISTATI ON-LINE POSSONO ESSERE RESTITUITI?

Nelle vendite online, il Codice del Consumo riconosce all’acquirente un termine di 14 giorni, a partire dalla consegna, per la restituzione del prodotto acquistato.

Tale diritto di recesso è però escluso per la vendita dei beni che sono “suscettibili di deteriorarsi o scadere rapidamente”.

L’elencazione dei prodotti alimentari deteriorabili è contenuta nell’art. 62 della L.27/2012 ed include:

  • prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati che riportano una data di scadenza o un termine minimo di conservazione di massimo sessanta giorni;
  • prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi, comprese erbe e piante aromatiche, anche se posti in involucro protettivo o refrigerati, non sottoposti a trattamenti atti a prolungare la durabilità degli stessi per un periodo superiore a sessanta giorni;
  • prodotti a base di carne;
  • tutti i tipi di latte.

Per tutti questi prodotti è quindi esclusa la possibilità di esercitare il diritto di recesso.

Non possono essere restituite le bevande e gli alcolici essendo prodotti facilmente soggetti ad alterazione.

Il settore alimentare è un trend in crescita per l’e-commerce. Ma attenzione alle regole per realizzarli.

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